Accademia della Lingua SicilianaIl 14 dicembre 2018, l’Istituto Comprensivo Statale “Ignazio Buttitta” ha aperto le porte all’Accademia della Lingua Siciliana per un seminario celebrativo della lingua siciliana. Tale evento, organizzato dal Dirigente Scolastico, dott.ssa Tiziana Dino, con la collaborazione della prof.ssa Francesca Galioto, ha coinvolto gli alunni di alcune classi terze insieme ai loro docenti.

L’inno siciliano e la bandiera siciliana sono stati i simboli che hanno introdotto il tema del giorno: riflettere sull’immenso valore della nostra lingua siciliana, sulla storia e la cultura della nostra Sicilia insieme all’orgoglio di essere cittadini siciliani.

La poesia di I. ButtittaLingua e dialetto”, inoltre, recitata dall’alunno G. Savoca, ha permesso ancora una volta di comprendere la radicata convinzione del nostro poeta bagherese che un popolo diventa servo e schiavo, perde la libertà e la sua vera identità quando inizia a smarrire le parole usate dai padri. “A lingua aduttata ri padri…e i paroli nun figghianu chiù paruoli e si mancianu tra iddi…un populu è persu pi sempri…”
Il presidente dell’Accademia Siciliana, Cav. dott. Giuseppe Petix, oltre ad avere illustrato gli obiettivi di promozione e divulgazione della lingua e della cultura siciliana, ha chiarito, come molti erroneamente credono, che la lingua siciliana non è un dialetto, non è una lingua che deriva dall’ italiano, ma al pari di questo, deriva direttamente dal latino volgare, pertanto anche l’Unesco classifica il siciliano come una lingua vera e propria distinta e separata da qualsiasi altro idioma; ciò fa dei siciliani un popolo bilingue e il siciliano è la loro lingua madre. La lingua siciliana può essere considerata a pieno titolo la prima lingua letteraria d’Italia, grazie all’imperatore Federico II, ”stupor mundi”, che è stato anche il fondatore della Scuola Poetica Siciliana.
Una lingua che è stata usata anche per scopi amministrativi e burocratici in un regno che è durato ben otto secoli. In seguito, in tempi più vicini a noi, le vicende storiche dello Stato di appartenenza si sono imposte fino a far dimenticare la grandezza e la fierezza del popolo siciliano.
Tuttavia, il dott. Petix, pur consapevole degli innumerevoli condizionamenti e rapidi mutamenti sociali e culturali cui le nuove generazioni sono sottoposte, ha invitato i ragazzi a meditare sulla fondamentale importanza di conoscere le proprie radici, la propria appartenenza al popolo siciliano, e ogni siciliano, pur immaginando di andare a vivere in luoghi lontani dalla Sicilia , ovunque si ritrovi a dimorare, dovrebbe saper esporre tutti quei motivi che hanno reso i siciliani un popolo coraggioso mai soggiogato o vilmente sottomesso ad altri e così con orgoglio saper raccontare a chiunque chi sono stati i siciliani un tempo, chi sono i siciliani oggi e verso quale futuro intendono muoversi.
Il professore Scaglia, autore di una grammatica siciliana standard, nel suo intervento, ha ribadito che ci vuole passione e che la lingua siciliana proprio perché è un lingua da amare, merita di essere appresa e studiata bene a scuola proprio come la lingua italiana; l’anziano professore ha ricordato gli anni in cui, con dedizione e pazienza, insegnava siciliano, italiano e latino; egli esortava i suoi allievi dialettofoni ad esprimersi prima nella loro lingua madre, ovvero in siciliano, mediante un’analisi contrastiva, successivamente li aiutava a riformulare le medesime conoscenze in lingua italiana.
Il professore Scaglia ha continuato a parlare della grammatica e delle parti che la compongono auspicando che l’uso di una grammatica siciliana, più moderna e funzionale, possa facilitare il lavoro di quei docenti che, senza alcun pregiudizio o snobismo, considerano l’insegnamento della lingua siciliana una straordinaria occasione di crescita formativa e culturale da offrire ai propri discenti.

La prof.ssa Galioto, nel suo ruolo di coordinatrice del seminario, ha ricordato ai presenti che di recente sono state emanate delle linee guida, che ispirandosi ad una precedente legge regionale, intendono promuovere, nelle scuole di ogni ordine e grado, la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio linguistico siciliano insieme allo studio della storia della Sicilia, in laboratori di cittadinanza attiva per consolidare il senso di identità e di appartenenza dei giovani di oggi. Infine ha rivolto un appello chiaro agli illustri membri e relatori del seminario che, è bene ricordarlo, operano gratuitamente per incontrare gli alunni nelle varie scuole della Sicilia perché intercedano presso gli uffici preposti in modo da rendere le suddette linee guida una legge regionale effettiva che restituisca la giusta dignità ad una lingua madre “vulnerabile”, che merita di essere riconosciuta come un patrimonio unico e insostituibile.

Prof.ssa Domenica Greco